Passare dall’amore alla delusione, alla malinconia. Questo è quello che hanno provato i tifosi del Napoli quando Josè Joao Altafini passa alla Juve e segna quel gol che costerà uno scudetto agli azzurri.

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Josè Altafini

ESORDIO – Nella stagione 1954/1955 esordisce come calciatore nella squadra brasiliana dell’Esporte Clube XV del Novembro. Qui viene soprannominato Mazola, per la sua somiglianza con Valentino Mazzola, capitano del Grande Toro. Dopo due stagioni nella squadra della sua città passa al Palmeiras, società appartenente alla città di San Paolo e definita come la squadra degli italo-brasiliani. Il suo esordio con la maglia biancoverde arriva in una partita amichevole, quando stabilisce anche il record del più giovane marcatore della squadra paulista. Un record ancora imbattuto. Resta al Palmeiras per due stagioni, siglando 85 gol in 114 partite conteggiando gare ufficiali, amichevoli e semiufficiali. Ha stabilito anche la media gol più bassa della storia della società “verdao”: 0.74.

L’ARRIVO IN ITALIA – Viene scoperto dai dirigenti del Milan, quando con la Nazionale verdeoro arriva in Italia per preparare delle partite in vista dei Mondiali di Svezia. Segna contro Inter e Fiorentina. Con la maglia del Diavolo conferma le sue caratteristiche balistiche e sena un poker in occasione del derby della Madonnina che finisce con il risultato di 5 a 3 in favore del Milan. Qualche giorno dopo segna anche contro la Juventus, altri quattro gol. Alla fine del campionato vince il titolo di capocannoniere assieme a Aurelio Milani. Resta in quel di Milanello per sette stagioni vincendo due scudetti ed una Coppa dei Campioni segnando il record di 14 gol segnati in quella competizione. Grazie ai suoi gol il Mila vince il trofeo contro il Benfica.

IL DUO DELLE MERVIGLIE – Dopo sette stagioni a causa di polemiche con Amarildo e Paolo Ferrario decide di lasciare i rossoneri trasferendosi all’ombra del Vesuvio. Al Napoli compone quello che verrà conosciuto come il duo delle meraviglie con Omar Sivori. Entra nel cuore dei tifosi anche grazie ad un eurogol segnato nel 1967 in occasione della partita contro il Torino. Sotto i suoi gol, il Napoli raggiunge il miglior posizionamento della storia, fino ad allora, cioè il secondo posto. Gioca per anche con gli azzurri per sette anni, per poi accasarsi alla Juventus.

DA MAZOLA A COR ‘NGRAT – Nel 1972 indossa la maglia bianconera dell’acerrima nemica della sua ex squadra. Nonostante l’età avanza e nonostante fosse una riserva Altafini riesce a rendersi protagonista della vittoria di due scudetti. Trascina la Juventus alla finale di Coppa dei Campioni, segnando sia nei quarti che nella semifinale. Sotto la Mole si guadagna anche il soprannome di cor ‘ngrat da parte dei tifosi partenopei, reo di aver segnato un gol contro il Napoli, che costo l’aggancio al primo posto e la vittoria dello scudetto. Il giorno dopo allo stadio San Paolo compativa questa scritta: “Josè cor ‘ngrat”.

IL CAMPIONATO SVIZZERO E IL RITIRO. Con la Juventus resta tre stagioni, poi si trasferisce in Svizzera, nel Chiasso, militante nella seconda divisione elvetica. Lì resta due stagioni, nella prima trascinando la squadra in Super Liga. Al termine della seconda stagione passa al Mendrisiostar, dove poi si ritira nel 1980.

DOPO IL RITIRO – Una volta appese le scarpette al chiodo Altafini si dedica all’attività giornalistica, partecipando e conducendo dei programmi sportivi, inaugurando la telecronaca a due voci e doppiando sia due cartoni animati che tre edizioni di PES, uno dei più famosi videogiochi di calcio. Inoltre, con Pierluigi Pardo scrive e pubblica un libro intitolato “Incredibile amici”.

Cristina Mariano

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