Nel calcio moderno molte volte si sente definire i calciatori, specie quelli di un certo livello, come “mercenari”. Questo perché molto spesso il tifoso si aspetta da parte di questi lo stesso attaccamento alla maglia tipico dei tifosi. Effettivamente alcuni giocatori considerano la squadra solamente un posto di lavoro, un mero business. Altre volte invece ci sono calciatori che provano un attaccamento da tifoso ad una maglia che vestono – o alla maglia che vestono – seppur vadano via e vadano a giocare per un’altra squadra. È questo il caso, tra gli altri, di Ighli Vannucchi.

IL TALENTO VIEN FUORI DA BAMBINI – La carriera di Ighli Vannucci inizia precocemente. Viene ingaggiato dalla prima squadra, la pratese A.C. Maliseti, all’età di otto anni. Nella squadra della sua città natale dimostra sin da subito le sua qualità da fantasista, qualità che in futuro faranno innamorare di lui molte squadre, anche di un certo spessore. Resta nella Maliseti fino all’età di 14 anni, per poi trasferirsi nel Margine Coperta dove resta solo per due stagioni. Il salto di qualità arriva all’età di sedici anni, quando la Lucchese mette gli occhi su di lui e lo porta nelle proprie giovanili. Resta nella rosa della Primavera fino al 1995, anno in cui viene promosso in prima squadra ed esordisce –nella stagione successiva- in Serie B. La stagione 1997/1998 è quella della consacrazione: Vannucchi colleziona 35 presenze in campionato contribuendo con le sue due reti alla salvezza della formazione rossonera.

Ighli Vannucchi con la maglia della Salernitana
Ighli Vannucchi con la maglia della Salernitana

IL TRASFERIMENTO ALLA SALERNITANA – I tempi cambiano ma gli estimatori restano. Il calcio italiano inizia a trasformarsi in quello che viene attualmente chiamato calcio moderno, con annessi e connessi. Si fanno strada i tatticismi e i calciatori devono cambiare assieme alle pretese dei Presidenti e degli allenatori. I centrocampisti devono saper difendere e se rimane tempo anche creare gioco ed attaccare. Vannucchi, però, non ha propensione difensiva, è un fantasista puro che sa muovere la palla in spazi stretti e sa dribblare facendo girare la testa ai suoi avversari. Nell’estate del 1998 il Presidente della Salernitana, Aniello Alberti, vuole costruire una corazzata per rimanere in massima serie e ai giocatori di spessore già presente nella società granata ci aggiunge anche Marco Rossi e lo stesso Vannucchi. È la prima società che riesce a scaldare il cuore del giovane centrocampista toscano, che ha ancora oggi inciso in petto il piccolo ippocampo che contraddistingue lo stemma della Salernitana. Come espresso proprio da Vannucchi, quell’annata fu disastrosa specie nella prima parte del campionato. All’ora c’era Delio Rossi alla guida dei granata, ma la squadra venne costruita troppo in ritardo rispetto ai tempi previsti per riuscire a creare le giuste sintonie e i ritmi ideali per iniziare alla grande il campionato. Nel girone di andata la Salernitana perde molti punti e questo peserà in futuro, quando l’arbitro fischierà la fine dell’ultimo match stagionale. Nel girone di ritorno la squadra inizia ad ingranare e a conquistare molti punti, ma nonostante questo e l’esonero di quello che a Salerno viene ricordato come Il Profeta, la Salernitana retrocede. La permanenza nella Salernitana e la sua classe fanno in modo che Vannucchi venga notato anche dal CT dell’Italia Un-21. In occasione del Campionato Europeo 2000, che si svolgeva in Slovacchia, gli azzurri di Tardelli vincono l’oro e Ighli contribuisce con i suoi gol. La stagione successiva dal punto di vista realizzativo, per Vannucchi è il massimo. Riesce a collezionare 13 presenze – tra campionato e Coppa Italia- ed arriva in doppia cifra, marcando 10 gol. È una stagione piena di derby essendoci il Napoli ed il Savoia. Non solo: è una stagione confusionaria dal punto di vita della gestione tecnica. I granata iniziano la loro stagione con Adriano Cadregari seduto sulla panchina, ma le aspettative superano i risultati ottenuti e quindi Alberti esonera l’allenatore che viene sostituito da Luigi Cagni. Il tecnico diventa un punto di riferimento di Vannucchi che lo ricorda come colui che maggiormente lo ha formato calcisticamente parlando. Le alternanze sulla panchina continuano – sempre tra Cadregari e Cagni- fino alla fine della stagione. Cagni porterà la Salernitana alla fine della stagione facendola classificare 7° nel campionato cadetto.

VENEZIA, EMPOLI E QUEL NO AL MILAN – Vannucchi non completa, però, il triennio a Salerno, infatti nel gennaio del 2001, durante la sessione invernale di mercato, viene ceduto al Venezia, nonostante abbia segnato 3 gol in 15 presenze. I primi sei mesi nella città lagunare lo vedono protagonista 14 volte con un solo gol all’attivo. Il Venezia di Maurizio Zamparini raggiunge la promozione in Serie A. Nella stagione successiva Vanucchi gioca 19 partita, ma per la maggior parte delle volte parte dalla panchina. La stagione per i veneti si chiude malamente, con la retrocessione in Serie B a seguito del posizionamento in 18° posizione e con l’eliminazione dalla Coppa Italia nella fase a gironi, nella quale si era classificata seconda dietro al Como. Conclusa la stagione Zamparini pensa al portafogli per evitare di andare in perdita decide di mandare in prestito il trequartista, evitando così una eventuale svalutazione. Ighli Vannucchi ama il calcio, ma ama giocarlo senza pressione e mettendo al primo posto solo il puro divertimento. Al Presidente del Venezia, attualmente del Palermo, arriva una proposta molto interessante. Infatti Vannucchi si è fatto notare dagli alti ranghi del blasonato Milan, che vorrebbe portarlo alla corte di Carlo Ancelotti. Il giocatore, però, rifiuta e torna in Toscana dove ad attenderlo ci sono gli azzurri dell’Empoli. Sulla panchina degli azzurri di Toscana c’è Mister Silvio Baldini. La società continua la sua tradizionale strategia societaria: vende i gioiellini ed affida le sue speranze alle giovani promesse. In questa stagione, però, oltre alle promesse arriva un giocatore di classe che risponde al nome di Ighli Vannucchi. Il classe ’77 viene impiegato 35 volte, tra campionato e coppa nazionale, nelle quali ha timbrato il cartellino 4 volte. L’Empoli ha un avvio splendido, nonostante la vittoria tra le mura del Castellani tarda ad arrivare. In inverno la squadra ha il solito periodo di flessione e questo pesa per il posizionamento in classifica. Al termine della stagione la squadra si salva classificandosi 13°. La sua (prima) esperienza con l’Empoli si conclude quando Baldini, nell’estate 2003 si trasferisce a Palermo. Vannucchi segue il suo esempio.

L'esperienza empolese di Ighli Vannucchi
L’esperienza empolese di Ighli Vannucchi

LA PARENTESI ROSANERO E IL RITORNO AD EMPOLI – L’esperienza in rosanero non è idilliaca. Vannucchi non riesce ad imporsi, anche perché la sua considerazione è a livelli bassi. Viene impiegato solo otto volte nelle quali, tra l’altro, non mette a segno nessun gol. Quindi nella sessione estiva di calciomercato torna ad Empoli. L’andirivieni non finisce. Conclusi i sei mesi restanti della stagione 2003/2004, con la retrocessione della squadra azzurra, Vannucchi torna in Sicilia. Alla guida del Palermo c’è Francesco Guidolin. La permanenza in Sicilia è breve. Il 31 agosto parte nuovamente alla volta della Toscana, destinazione ancora Empoli. Qui trova il suo habitat ideale. Dopo una prima comproprietà e una breve parentesi stagionale in Serie B, l’Empoli torna in massima serie. Vannucchi contribuisce con 9 gol nelle 36 partite giocate. La comproprietà viene risolta in favore dell’Empoli. L’inizio della nuova stagione non soddisfa e a gennaio il Presidente Corsi esonera Mario Somma. Sulla panchina arriva Luigi Cagni, che ritrova Vannucchi. Dopo tre stagioni con permanenza in Serie A – una delle quali con la qualificazione in Coppa UEFA e la veloce eliminazione- in cui Vannucchi ha segnato 13 gol in 111 partite, la squadra toscana torna in Serie B. Cambia nuovamente la gestione tecnica e torna un’altra vecchia conoscenza di Vannucchi, Baldini. Il rapporto tra i due non è semplice, in quanto pieno di contrasti. Nonostante questo il centrocampista gioca 34 partite in campionato e quattro in Coppa Italia. La squadra raggiunge la zona playoff, perdendone però le semifinali a vantaggio del Brescia. Nella stagione successiva, l’ultima per Ighli, sulla panchina c’è Salvatore Campilongo, che lo fa giocare regolarmente. Al termine della stagione, con un decimo posto, 38 presenze e tre gol, non viene rinnovato il contratto. Finisce così l’esperienza empolese di Ighli Vannucchi.

Ighli Vannucchi con lo Spezia
Ighli Vannucchi con lo Spezia

LA PAUSA DAL CALCIO PROFESSIONISTICO ED IL RITORNO IN LEGA PRO – Non trovando una squadra, Vannucchi si accasa in un’altra squadra toscana, per la precisione una lucchese: il Guamo che militava nel campionato amatoriale. La sua “pausa” dal professionismo dura poco, giusto 16 partite, perché poi firma per una nuova squadra, lo Spezia, che militava nella Prima Divisione della Lega Pro. Dopo un avvio da incorniciare, con l’esordio targato dal rigore segnato ai danni del Verona ed una doppietta nella partita contro il Ravenna, Ighli deve salutare il campionato 2010/2011 a causa di un infortunio al crociato anteriore del ginocchio sinistro. Nella stagione successiva arriva il record. Nelle sue 27 presenze contribuisce con i suoi tre gol, in campionato, più uno in Coppa Italia Lega Pro, al triplete. Lo Spezia vince il campionato, quindi viene promosso in Serie B, la Coppa Italia di Lega Pro e la Supercoppa di Lega Pro. Questo record è detenuto solo dalla squadra bianconera ligure. Nonostante ciò, il contratto non viene rinnovato e Vannucchi resta svincolato. Il centrocampista non ha difficoltà a trovare una nuova squadra e si accasa, in estate, alla Virtus Entella. Con un totale di 35 presenze e 5 gol a Chiavari resta solo una stagione. L’addio tra le parti arriva durante la trattativa per il rinnovo del contratto. Il saluto è al vetriolo: Vannucchi viene accusato di essere un mercenario e lui spiega tramite il suo profilo ufficiale quali siano le reali motivazioni dell’addio alla squadra biancoceleste e cioè un tentativo da parte della dirigenza di abbassare il suo ingaggio.

Ighli Vannucchi con la maglia dell'Entella
Ighli Vannucchi con la maglia dell’Entella

L’ESPERIENZA NEL VIAREGGIO E LA PROFEZIA DI VANNUCCHI – Nell’estate del 2013 Ighli Vannucchi firma con il Viareggio, un contratto biennale. Assieme alla sua classe porta la sua esperienza e le sue idee per far risorgere la società e portarla ai vertici del calcio italiano. L’avvio è splendido per i toscani: tornano a vincere dopo anni contro il Pisa nel derby, vince contro ogni pronostico contro il blasonato Lecce caduto in disgrazia a causa dell’illecito sportivo dell’ex Presidente Semeraro. È solo il preludio all’addio. A cinque giornate dal termine della stagione rescinde il contratto. Sembra una decisione senza motivazione, ma secondo quanto riferito in una intervista, la sua decisione è stata la conseguenza della delusione procurata dalla dirigenza che aveva promesso e non mantenuto. Sempre nella intervista aveva preannunciato il fallimento dell’esperimento Lega Pro Unica.

IL REAL FORTE DEI MARMI QUARCETA E VENNUCCHI OGGI – Dopo l’addio al Viareggio il 30 agosto 2014 firma per una squadra di Eccellenza. Si tratta del Real Forte Dei Marmi Quarceta. Disputa un campionato un campionato da protagonista con 30 presenze e 5 gol – in campionato 26 presenze e 4, in Coppa Italia Eccellenza 4 presenze e un gol – trascinando la squadra toscana in zona playoff. A tre giornate dal termine rescinde il contratto. Il Real conquista gli spareggi ma perde contro il Camaione. Appassionato di pesca, oltre che di calcio, Vannucchi dedica il suo tempo proprio a questa sua passione. Ha fondato un sito (www.buonapesca.it, ndr) e si dedica al progetto www.ilbomber.it, un sito dedicato allo shopping online di vestiario sportivo.

Cristina Mariano

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