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Grava ai tempi della Turris

Il Napoli, nel corso della sua lunga storia calcistica, ne ha visti di capitani e bandiere che con onore hanno indossato la maglia azzurra mettendoci sempre cuore, impegno e sacrificio. Tra tanti nomi, per la rubrica “Chi ama non dimentica”, abbiamo deciso di parlare di Gianluca Grava, capitano dei partenopei che dalla Serie C è arrivato ai fasti della Champions League sotto l’ombra del Vesuvio.

I PRIMI PASSI NEL MONDO DEL CALCIO – Gianluca Grava inizia la sua avventura nel mondo del calcio vestendo la maglia della Casertana. Lui nativo di San Prisco, proprio in provincia di Caserta, fa il suo esordio con la maglia dei falchetti nella stagione ‘93/’94, quando era appena 16enne. Due stagioni più tadi, sempre con la Casertana, conquista la promozione in Serie C2.

ALLA TERNANA PASSANDO PER LA TURRIS – Dopo quattro anni di rossoblù, Grava viene ceduto alla Turris in Serie C1. A Torre del Greco resta una sola stagione, dove prova anche l’amarezza della retrocessione in C2, perdendo ai playout contro la Lodigiani. Una stagione importante per lui, perché gli basta per farsi notare dalla Ternana, che lo porta in Serie B. Dal 1999 al 2004 Grava gioca in Umbria conquistando man mano consensi tra le fila dei rossoverdi e diventando un punto fisso nella formazione iniziale. Sono anni importanti per lui che diventa un calciatore simbolo della serie cadetta.

Grava al Napoli
Grava al Napoli

LA CHIAMATA DEL NAPOLI – Con ben 143 presenze e sei campionati di Serie B, il terzino viene ceduto al Catanzaro, sempre nella serie cadetta, con la formula del prestito. In Calabria resta pochi mesi, perché a gennaio arriva la chiamata del Napoli, che nel frattempo ripartiva dalla Serie C1. Sfiorata la promozione, perdendo ai playoff contro l’Avellino, la stagione successiva Grava, da titolare inamovibile, contribuisce alla promozione degli azzurri in Serie B. Fa così il suo ritorno in cadetteria, ma è solo di passaggio, perché il Napoli fa il doppio salto, finendo la stagione al secondo posto dietro alla Juventus, conquistando la Serie A. Nella stagione ‘07/’08 fa il suo esordio nella massima serie del calcio italiano nella seconda giornata di campionato. Il suo ritorno è quello dei migliori, con la fascia da capitano il suo Napoli conquista i 3 punti schiantando l’Udinese al “Friuli” per 5-0. A fine campionato totalizzerà 19 presenze, ma in quella successiva Reja non lo utilizza con continutà, trovando spazio solo quando arriverà Donadoni sulla panchina dei partenopei. Con il Napoli fa il suo esordio anche in Coppa Uefa, nella vittoria in trasferta col Villareal. Nella stagione ‘09/’10 trova la giusta continuità, sia con Donadoni che con Mazzarri, proprio con questi sembra ringiovanire e dare il giusto apporto in termini qualitativi, variando anche il suo ruolo da terzino a difensore centrale. Storica la sua prestazione contro il Milan, dove annullò un fuoriclasse del calibro di Ronaldinho. La stagione ‘10/’11 non sorride al calciatore casertano che è costretto a salutare il campionato a causa di una lesione al legamento del crociato anteriore del ginocchio sinistro, ma la società rinnova lo stesso il contratto a Gravatar. Prima di lasciare il campo per l’infortunio, però, si è resto protagonista  di un salvataggio sulla linea di porta -in occasione di Napoli-Lecce- che si sbloccò al 93° grazie ad un euro-gol di Cavani (Lecce 0 – 1 Napoli, salvataggio di Gianluca Grava e gol di Edinson Cavani, ndr). Torna in campo dopo undici mesi, sostituendo Fideleff nella vittoria ai danni del Lecce per 4-2. Pochi giorni più tardi farà il suo esordio in Champions League ancora contro il Villareal, come in Coppa Uefa. Questa, però, è la stagione in cui Grava conquista il suo primo trofeo della carriera, trionfando in Coppa Italia contro la Juventus all’Olimpico.

IL CASO CALCIOSCOMMESSE – Nell’estate del 2011 viene coinvolto nello scandalo calcio scommesse, insieme al suo compagno di squadra Paolo Cannavaro, a causa di alcune dichiarazioni di Matteo Giannello, ex secondo portiere del Napoli. Viene deferito dal Procuratore Federale, Stefano Palazzi, per omessa denuncia, il quale chiede anche una squalifica di 9 mesi. Ma verrà condannato a 6 mesi di squalifica e successivamente viene assolto dalla Corte di Giustizia Federale, vedendosi revocare la squalifica.

IL RITIRO E LA NUOVA AVVENTURA – Dopo otto stagioni e mezza con la maglia del Napoli, decide di appendere gli scarpini al chiodo al termine della stagione 2012/2013, collezionando 180 presenze e 2 reti con gli azzurri. Dopo il ritiro, non lascia la società partenopea, diventando responsabile del settore giovanile, ruolo che ricopre tutt’ora.

Gianfranco Collaro