stellonePer il nostro appuntamento settimanale con la rubrica “Chi ama non dimentica”, abbiamo deciso di parlare di un calciatore della storia recente del Napoli, l’attaccante Roberto Stellone, che ha indossato la maglia degli azzurri dal 1999 al 2003. Attualmente è l’allenatore del Frosinone, in Serie A.

GLI INIZI – Roberto Stellone nasce a Roma il 22 luglio del 1977, figlio d’arte, il padre Gaetano Stellone ha giocato da professionista tra la Serie B e la Serie C, muove i primi passi nel mondo del calcio con le giovanili della Lodigiani. Con i biancorossi riesce ad esordire anche in prima squadra, nella stagione 1993/94, in Serie C1. Riuscirà, però, a trovare un posto da titolare soltanto nel campionato 1996/97, annata che lo vedrà protagonista e realizzatore di 16 reti.

LA CADETTERIA E LA SERIE A – L’ottima annata con la Lodigiani, spinge la dirigenza della Lucchese ad acquistare l’attaccante nell’estate del 1997. Stellone passa alle pantere rossonere, facendo così il suo esordio in Serie B. Questa di Lucca è un’esperienza importante, poiché gli permettono di conquistate la Serie A. Ciò non avviene con la promozione dei rossoneri, ma perché Stellone viene acquistato dal Parma. Nella massima serie del calcio italiano non riesce ad avere l’opportunità di mettere in mostra le sue doti di attaccante completo dotato di un ottima tecnica e dribbling, ma anche abile nel gioco aereo. Quindi i ducali lo cedono in Serie B al Lecce, per fargli maturare altra esperienza. In Salento porta tutta la buona volontà di emergere e riuscendo a contribuire alla promozione dei giallorossi.

L’AZZURRO CUCITO ADDOSSO – Quando è il momento di fare il ritorno in Serie A dalla porta principale, Roberto decide di restare in cadetteria per vestire la maglia del Napoli. L’attaccante si lega alla società azzurra per quattro stagioni, riuscendo a centrare immediatamente la promozione e facendo finalmente il suo esordio in Serie A con i partenopei. Alla prima gara segna contro la Juventus, ma non è la sua stagione, visto che a causa di un infortunio il centravanti si ferma per l’intera annata e il suo Napoli retrocede in Serie B. Nei due campionati che seguiranno, vestirà anche la fascia di capitano del Napoli, ma non riuscirà a condurre gli azzurri nuovamente in Serie A, realizzando ventuno reti negli ultimi due anni, per un totale di 33 reti in quattro stagioni.

roberto_stelloneLE ULTIME TRE SQUADRE – Conclusa la sua esperienza partenopea, passa alla Reggina, rientrando nello scambio che porterà Gianluca Savoldi al Napoli. A Reggio Calabria resta soltanto per una stagione, tra l’altro, poco fortunata. Anno nuova, squadra nuova per Stellone, che viene ceduto al Genoa dove va a formare un’ottima coppia d’attacco con Diego Milito. Sul campo riesce a conquistare la promozione in Serie A, ma con lo scoppio del “Caso Genoa”, in cui i rossoblù vengono accusati di illecito sportivo per aver “regolato” il risultato di alcune partite a suo vantaggio, su tutte quella contro il Venezia, per giunta già retrocesso. La società ligure vede così annullarsi la promozione e Stellone passa al Torino, rifondato da Urbano Cairo. In Piemonte arriva la sua quarta promozione (la terza effettiva, ndr), qui la folla lo ama come è successo anche a Napoli qualche anno prima. Passa tre stagioni in granata, riuscendo sempre ad apportare il suo contributo alla causa dei piemontesi. Alla scadenza naturale del suo contratto, Stellone lascia il Torino e firma per due stagioni col Frosinone allenato da Moriero. Il primo anno riesce a centrare la salvezza, ma poi retrocede in Lega Pro e così l’attaccante annuncia il suo ritiro.

stelloneLO STELLONE ALLENATORE – Appese le scarpette al chiodo, Roberto Stellone resta a Frosinone diventando allenatore della squadra Berretti. In poco tempo diventerà allenatore della prima squadra, costruendo anno dopo anno le fortune del club ciociaro, trascinando dalla panchina i gialloblù dalla Lega Pro fino alla storica promozione in Serie A. Si lega così tanto alla città che ne diventa cittadino onorario.

Gianfranco Collaro