In Italia la dislessia è ancora una patologia ammantata dal mistero. Si può manifestare già in età scolare, quando, spesso, i ragazzi dislessici riscontrano difficoltà a scuola che non sono legate all’area della comprensione, ma alla capacità di leggere, scrivere e calcolare in maniera corretta e fluente. In Italia oltre due milioni soffrono di dislessia. 

Agli inizi di marzo, il Parlamento ha presentato una nuova proposta di legge atta a semplificare la vita delle persone con dla. Il fine dell’atto normativo è quello di oltrepassare ogni forma di discriminazione, in particolar modo negli ambiti lavorativi, e, quindi, fornire gli strumenti adatti per agevolare l’inserimento di persone con tali disfunzioni. La legge si concentra anche sull’espletamento delle prove nei concorsi pubblici. Cosa cambia? I soggetti dislessici avrebbero diritto a eseguire solo la prova orale ovvero a utilizzare mezzi compensativi per limitare le difficoltà di lettura, scrittura e di calcolo. I tempi stabiliti nelle prove, previsti dalla legge n.170/2010 (Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico), andrebbero altresì aumentati.

C’è una regolamentazione afferente al mondo della scuola, al contrario del contesto universitario e lavorativo che risultavano fino a oggi privi di dettami normativi. Nel testo della proposta si legge, dunque, che le imprese “devono avere la possibilità di attribuire al responsabile dell’inserimento lavorativo nei luoghi di lavoro la predisposizione di progetti personalizzati per facilitare lo sviluppo delle potenzialità in azienda di tali dipendenti”

Veronica Otranto Godano