Si dice che quando si muore una parte di noi stessi vivrà in eterno nei ricordi dei nostri cari e di chi ha incrociato il nostro cammino, anche solo per una volta. Facile parlar bene di una persona quando muore, la si elogia anche senza provare stima e sincero dolore. Sproloqui da gente comune. Il valore intrinseco di ogni essere umano è direttamente proporzionale a ciò che ha lasciato nell’animo altrui. 

Ieri, 22 Dicembre 2016 si è spenta, all’età di sessantasei anni dopo , una delle figure più rappresentative del giornalismo di moda italiano, Franca Sozzani. Si era ammalata non molto tempo fa di cancro ed è stata la Fondazione Istituto Europeo di Oncologia e Centro Cardiologico Monzino, di cui la Sozzani era presidente, a rendere nota la notizia della scomparsa della giornalista, direttrice di Vogue Italia e di tutti i periodici in lingua italiana con il marchio Vogue.

Grande donna, determinata e volitiva, ha sempre ottenuto durante la sua carriere tutto ciò che ogni grande professionista si possa augurare. Iniziò a scrivere per Vogue bambini alla fine degli anni settanta fino a diventare direttore di una delle testate cult del settore della moda, Vogue Italia. Si è sempre distinta parlando del lavoro e dei sacrifici che comporta quando lo si pratica in modo onesto, dicendo: “Non si semina sul cemento  e se sei in gamba la strada la trovi indipendentemente da tutti.” In quanto a stile, la signora del giornalismo raffinato e colto ha dichiarato: “Oggi non ce n’è uno. Secondo me le persone dovrebbero comprare piu’ specchi che abiti per vedersi prima di uscire: per inseguire la moda c’e’ gente disposta a tutto ma io penso che bisogna corrispondere con gli abiti alla propria personalita’, questo e’ lo stile. Se devo diventare la testimonial di firme, una specie di prototipo di qualcun altro, allora che mi paghino.”

Non si definiva una donna di potere, ma lo era eccome. Diceva di lei:”Sono una donna che lavora e lavora parecchio e si e’ battuta per cose che ha voluto, anche rischiando, per tre volte mi stavano licenziando, ma se fai un lavoro in cui credi e hai la fortuna che ti riconoscono le cose che hai fatto, si forse a quel punto hai potere, che vuol dire che hai vinto tu nell’esporre le tue idee’.”

Con questo splendido messaggio di amore per la propria professione, diciamo grazie a Franca Sozzani, chi leggeva i suoi editoriali sa cosa vuol dire leggere con gusto, diciamo addio alla signora dai lunghi capelli biondi che ha saputo immaginare una realtà diversa e raccontarla attraverso un esercizio quotidiano. Ha dato al suo destino la forma che ha voluto e che non lasciava nessuno indifferente.

A cura di

Alessandra Capasso