Donna dedita all’arte, alla bellezza, all’estetica, alla cultura in ogni sua forma e sfumatura, Carla Fendi ci lascia una grande eredità in fatto di stile.

Una delle signore più illustri del Made in Italy si è spenta a 80 anni nella giornata di Lunedì 19 Giugno, era malata da tempo. Di lei possiamo ricordare la carriera nell’azienda di famiglia, a partire dagli anni cinquanta. La stilista, quarta di cinque sorelle, ha contribuito all’internazionalizzazione del marchio Fendi e la conquista dei mercati esteri, in particolare dell’America. Presidente onorario del Gruppo Fendi, da sempre appassionata di arte e musica, nel 2007 aveva creato la Fondazione Carla Fendi che opera con azioni di mecenatismo allo scopo di supportare le arti, l’artigianato e il sociale. L’organizzazione ha lo scopo di dare contributo e assistenza per preservare beni e valori culturali del passato e per garantirne la continuità e la crescita nel futuro. Opera nel campo dell’arte, della letteratura, del cinema, della moda, dell’ambiente e del sociale. Con questo spirito, la Fondazione ha promosso eventi e supportato progetti nell’ambito della difesa ambientale, la pubblicazione di opere letterarie, opere d’arte e libri. Carla Fendi collabora alla creazione ma si occupa in modo specifico della comunicazione, dell’ufficio stampa, della pubblicità, dell’immagine, delle manifestazioni legate al marchio. È in quest’ambito che, negli anni Ottanta, matura una grande attenzione per Spoleto e il suo Festival.

Vorremmo ricordarla con alcune parole rilasciate in un’intervista di qualche tempo fa: “Credo molto all’importanza e al valore della bellezza come cultura e formazione nella mia esperienza di vita e di lavoro mi sono nutrita di bellezze estetiche, come costume ed evoluzione del sociale. Poi, questo rispetto per il bello l’ho dedicato alle bellezze artistiche che ci circondano: il bello come cultura e la cultura come linfa vitale. E come felicità, perché solleva lo spirito, è ossigeno in un mondo che ci travolge quotidianamente. Questo è il mio credo, e in questo metto tutte le mie energie”.

Grazie Carla per il patrimonio artistico e la passione con la quale hai dedicato la tua vita alla moda e al lavoro che ne ha comportato.

A cura di

Alessandra Capasso

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