I dati parlano chiaro. Otto donne su dieci sono discriminate sul luogo di lavoro e il divario in busta paga resta elevato. Troppo. Negli anni della crisi l’Italia ha fatto registrare un più 1,4%, a cui si aggiunge la ben nota difficoltà di accedere al mercato del lavoro, soprattutto per le madri, e nelle progressioni di carriera. È arrivato il momento di dire basta”. È quanto dichiara Imma Vietri, coordinatore del Dipartimento Tutela delle Vittime di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale della Campania, in occasione della Giornata internazionale della donna.

La ricorrenza dell’8 marzo istituita per ricordare le conquiste delle donne in ambito politico, economico e sociale – spiega – deve essere l’occasione per riflettere sulle discriminazioni e le violenze a cui sono purtroppo ancora sottoposte”.

“Le donne continuano, infatti, ad essere vittime di pregiudizi – aggiunge -. Del pregiudizio di essere “inferiori” all’uomo, di quello di poter dedicare meno tempo al lavoro rispetto all’altro sesso perché donne, mogli e madri. In un Paese che fa sempre meno figli e in cui le nascite toccano un nuovo minimo storico, c’è davvero da interrogarsi e mettere in atto politiche d’intervento mirate. Le parole non bastano più”.

Solo qualche giorno fa – conclude Imma Vietri – l’eurodeputato Korwin-Mikke, in una discussione sul gap salariale tra uomini e donne ha affermato che “le donne sono meno intelligenti e devono guadagnare meno degli uomini”. Davvero triste che nel 2017 si debba parlare ancora di differenza salariale, ma ancor più triste è sentire certe affermazioni da certi politici. Teorie prive di ogni fondamento, smentite dalla scienza e da ogni evidenza”.

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