Sono giorni che Pagani è nel turbinio di voci, dubbi, paure e incertezze sul futuro politico della città, a seguito della bolla scoppiata sul caso Gambino, neo eletto sindaco. Incandidabile o no, commissarianento o non commissariamento…insomma non si fa altro che parlare di questo, con non poche inesattezze che circolano sulla vicenda.

Vogliamo fare un po’ di chiarezza e, in linea con lo stile e il modo di fare giornalismo che ci caratterizza e differenzia, approfondire in modo tecnico, basandoci su dati e fonti attendibili, la vicenda, smentendo voci arbitrarie che vedono Gambino già un sindaco decaduto e la città presto in commissariamento.

Ci siamo avvalsi del supporto del neo eletto Assessore all’Urbanistica, Gherardo Marenghi, avvocato amministrativista e docente presso l’Università degli Studi di Salerno, nonché vice responsabile nazionale del Laboratorio tematico Giustizia di Fratelli d’Italia, che sarà tra l’altro nostro ospite la prossima settimana per un approfondimento in trasmissione su questa vicenda.

Precisiamo subito che Alberico Gambino non è decaduto, la giunta non è decaduta, la città di Pagani non sarà commissiariata, a meno che non sarà lo stesso consiglio comunale in prossima assise a deciderlo.

Questo perché ad oggi la situazione -come ci spiega l’Assessore Marenghi- è la seguente:

Il Ministero ha emesso un parere nel quale ha dato una interpretazione delle norme che sarebbe a favore della decadenza e della incandidabilitá del sindaco Gambino. Tuttavia, questo parere sposa una Giurisprudenza non maggioritaria ma che cita solo una ordinanza del Tribunale di Napoli. Inoltre, manca una delle condizioni previste dall’art. 143 comma 11 TUEL per determinare l’ incandidabilitá, in base alla quale il provvedimento di incandidabilitá deve essere definitivo, dopodiche deve esserci la tornata elettorale rispetto alla quale si configurerebbe l’ incandidabilitá. Ma poiché risulta che Gambino abbia proposto revocazione della sentenza della Cassazione, manca il requisito della definitivitá.

In ogni caso il Ministero ha reso solo un parere, non c’è alcuna decadenza automatica e non è vero che allo stato gli atti che ha emanato siano nulli. In assenza di provvedimenti del Prefetto, dovrá essere il consiglio comunale a stabilire con delibera l’eventuale decadenza per presunta causa di incandidabilitá. Delibera che, comunque, potrà essere impugnata come atto amministrativo da chi si ritenga leso.

Dire che Gambino di fatto è decaduto è un lessico fuorviante, che deriva da una impropria frase del Segretario comunale di Pagani, che nel comunicare al sindaco il parere del Ministero, ha aggiunto (impropriamente) questa dicitura: “gli atti da lei emanati sono nulli”. Asserzione impropria -spiega Marenghi- in quanto il Segretario comunale non ha nessun potere di annullare gli atti del Sindaco. Una tale frase ha tratto in inganno in quanto qualcuno ha attribuito ad essa una valenza provvedimentale.

Il consiglio comunale dovrà quindi esprimersi e condividere o meno il parere espresso dal Ministero, autorevolissimo sì, ma che resta pur sempre un parere e non una sentenza.

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