Per gli appassionati di Arte, dal 6 giugno al 10 luglio 2019 Nocera Inferiore ospiterà una imperdibile mostra temporanea di pittura dell’artista Lorenzo Basile: “Forma segno colore“. L’evento si terrà al “Graal” di Nocera Inferiore. Giovedì 6 giugno, giorno di inaugurazione della mostra, dalle ore 18:00 alle ore 20:00 si terrà il vernissage con l’artista.

L’analisi critica delle opere, che riportiamo in seguito, è a cura della professoressa Giuseppina Pecoraro, storico e critico d’Arte,

“La nuova Avanguardia Espressionista, segno, forma, colore”. I paesaggi dell’anima

La produzione artistica figurativa attiene alla sfera umana del cosiddetto “uomo non comune”. Di ogni tempo la storia ci consegna uomini dotati di genialità, essi sono tali perché posseggono “un quid” in più, hanno la capacità di leggere prima dei comuni mortali trasformazioni, cambiamenti, della società del loro tempo e, dotati di abilità tecnica traducono espressivamente i loro pensieri. Da questo dato incontrovertibile nascono le mie analisi critiche, animata sempre dalla curiositas di scoprire l’acuto indagare…

Porsi a cogliere l’espressività artistica deve essere supportata dalla capacità del saper indagare, rifarsi al codice deontologico che pone in evidenza gli artisti seri, non gli improvvisatori che dilagano in epoca odierna. Queste premesse sacrosante mi sono state impartite dal mio maestro, l’insigne compianto Enrico Crispolti.

Le opere che mi sono state sottoposte ad esaminare hanno avuto, su di me, una immediata cattura per la buona resa del colore e per il significato semantico implicito. Tutte le opere hanno una coerente rispondenza con il tema pittorico espletato.

Ho apprezzato il credo innovativo portato avanti da Lorenzo, ne ho coniato il dato concettuale: “La nuova Avanguardia Espressionista, segno, forma, colore”.

Nelle creazioni di Lorenzo c’è la prevalenza dell’impatto visivo cromatico, esso pervade e costruisce i volumi quasi privi di costruzione segnica. L’azione ideativa segue di pari passo l’esecutiva, è una pittura di getto emozionale che caratterizza il suo operato, ma attiene anche al ritmo compositivo serrato della costruzione progettuale ove appaiono pause di acquietamento o sequenze contrastanti.

I maestri ispiratori dell’artista si identificano prevalentemente nei “Fauves” francesi, artisti che abbracciarono la rivoluzione cromatica dell’Impressionismo in chiave ‘antitetica’: non la percezione ottica, ma la concretezza cromatica.

Dall’Espressionismo tedesco del Die Brucke del 1909 al Dier Blaue Reiter del 1911 a quello francese del 1909, carico di forza cromatica contrastante dei fauvisti, appunto belve, avvia il suo viaggio pittorico l’artista Lorenzo Basile.

Inoltre, abbeverandosi alla esperienza storica della dissacrazione iconografica, riscopre l’energia catartica del colore, si incammina elaborando un suo stile scevro dalla costruzione grafica dei segni, il suo intento è voler dare forma ai suoi pensieri con l’utilizzo del colore.

Ne scaturiscono composizioni di macchie cromatiche, in chiave soggettiva, elaborate inconsciamente in chiave freudiana. Le opere dell’artista sono paesaggi dell’anima, elaborati creativi che raccontano l’oggettività dei suoi luoghi di appartenenza, persino i profumi, l’aria sembrano concretizzarsi attraverso la buona resa degli accostamenti cromatici.

Il linguaggio pittorico rimanda ai tre grandi artisti del Post-Impressionismo, che aprono le porte alle Avanguardie del primo Novecento: Paul Cezanne, Paul Gauguin, Vincent Van Gogh. Di Cezanne, il richiamo è dato dalla rappresentazione paesaggistica a cui guardò George Braque per avviare con Pablo Picasso l’avventura del “Cubismo”; di Vincent Van Gogh l’energia trasmissiva dei colori; di Gauguin la simbologia cromatica.

Le masse informi dei volumi, che compongono le composizioni artistiche di Basile, sono protagoniste del campo visivo, raccontano spazi abitativi, distese naturalistiche, è una antologia lirica nei vari risvolti della sua esistenza in chiave di “Espressionismo Astratto”.

Il fruitore ne ha subito gradevole godimento visivo, indaga, analizza, vive turbamenti emozionali trasmessi dal vibrare dei colori. Essi sono divenuti materia viva, hanno corpo e anima per la sapienza e l’abilità tecnica a cui è pervenuto l’artista nel corso dei lunghi anni di studio; dapprima autonomi, poi sostanzialmente supportati da lezioni inerenti la grammatica dell’arte, grazie ad un valente maestro d’arte. L’ artista evidenzia il pieno possesso della semantica visiva, essa si dipana, come si evince dalle opere esposte al “Graal”, che pur avendo un filo conduttore che le accomuna, vivono di una loro individualità.

Si può affermare che siamo difronte ad uno studio creativo pittorico nuovo, ove la pregnanza cromatica è assoluta, regna sovrana, comunica con immediatezza l’essenza di sé: l’emozione pura.

La nuova Avanguardia Espressionista di Lorenzo Basile offre validi spunti per quanti avvertono la potenza creatrice che genera il linguaggio cromatico, scevro da costruzioni iconografiche attinenti al classicismo.

Alcune opere si rivelano realizzate con la prevalenza dei colori primari, rosso, giallo, blu cari a Masaccio, artista del primo rinascimento fiorentino che li utilizzò per sostenere la nuova concezione filosofica della natura e della storia: l’Antropocentrismo. Lorenzo, invece, li carica di stati emozionali che attengono alla nostra società, vuota e bacata con anelito di possibile riscatto.

Altre opere dell’artista vivono di stesure stemperate sulla tela conseguenziali alla integrazione sulla tavolozza: colori secondari, complementari.

Da questo nuovo procedere tecnico e concettuale, fortificato, consolidato nel tempo, leggiamo le opere: “Tracce, Esuberanza cromatica, L’incendio della mia anima, Anima amante, Anima Mundi, Senza titolo, Avanza la bestia, Il cavaliere, Intrecci cromatici”, Armonie percettive, La mia Terra, Il nuovo giorno”.

Tutte le creazioni di Lorenzo vivono in simbiosi alla lirica poetica e musicale, per cui ritengo arricchire l’allestimento museologico, con performance di poesie dell’artista, recitate dalla voce narrante di Rosa Senatore e da musiche, studiate ad hoc, da un giovane talentuoso Luca Farina in piena simbiosi con le opere esposte. Si intende offrire al fruitore un palcoscenico comunicativo dai molteplici linguaggi artistici.

Giuseppina Pecoraro

 

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