Mentre, in politica, il sistema dei partiti si interroga sulla (ri)discesa in campo di Berlusconi, il governo e i sindacati si occupano soprattutto di pensioni, i giovani cercano un appiglio per non perdere le speranze, là fuori sta succedendo qualcosa che dovrebbe far riflettere. Proviamo a mettere insieme un po’ di fatti.

I dipendenti di Amazon in Italia sono in sciopero, Alibaba, il più grande market place di e-commerce al mondo, vuole sbarcare nel Sud (Napoli e Puglia), per consolidare la propria presenza in Europa (è già presente in Italia, a Milano, dove è stata aperta la prima sede due anni fa), i distributori italiani denunciano la concorrenza sleale sul piano fiscale dei giganti di Internet. Questi tre fatti separatamente dicono poco, sono un frammento che poi si perde nella chiacchiera paesana. Letti in una visione di insieme, fanno emergere uno dei problemi del mondo contemporaneo: il capitalismo sta mangiando se stesso e i lavoratori hanno un problema sempre più urgente chiamato reddito. Pubblicità in tv e titoli sui quotidiani: al via il Black Friday con sconti. Nel giorno del Black Friday in America. In America? Ma il Black Friday c’è anche qui, giusto. Pubblicità in tv e sui giornali. Negozi reali e virtuali. Se c’è Halloween perché discriminare il Black Friday?

LO SCENARIO ATTUALE

Il commercio di beni e servizi nel nostro Paese è destinato a cambiare profondamente, a causa della struttura vecchia e polverizzata e soprattutto di una rivoluzione tecnologica non governata che sta facendo implodere tutti gli altri soggetti. L’esterofilia e l’atteggiamento da parvenu per “il nuovo” a prescindere, non è accompagnata da altrettanta valutazione di ciò che sta accadendo. La domanda principale che dovrebbero porsi i governanti di fronte all’arrivo dei titani del commercio elettronico è la seguente: dov’è il lavoro? Siete sicuri che ci sarà davvero il Bengodi? Quello che sta accadendo in America (e in Cina) dovrebbe far riflettere: crescono gli utili di questi giganti, ma i posti di lavoro no. Il lavoro a tempo indeterminato sta scomparendo (i dati italiani sono di eccezionale interesse e gravità) e le buste paghe sono a dir poco leggere.
Su List leggiamo questa interessante analisi sulla situazione attuale. In un settore dove impera l’oligopolio, chi distribuisce decide cosa c’è all’inizio della catena di produzione. Infine, il reddito, le misere buste paga e la proletarizzazione dei lavoratori italiani interessa o no chi governa? E la concorrenza, il libero mercato? L’incredibile vantaggio fiscale concesso agli operatori di e-commerce non è un tema sul quale intervenire subito? La distruzione delle basi primarie perché si possa competere non sono degne di attenzione? Un imprenditore italiano che non ha delocalizzato la sua sede fiscale in Lussemburgo (o altro paradiso affine) viene soffocato dal Fisco che invece il titano della Rete elude. Non c’è il modo di far lavorare entrambi in un sistema di piena concorrenza? Sarà il consumatore a scegliere, ma senza vincoli palesi o occulti. La desertificazione di un ecosistema comincia quando un grande predatore mangia tutto quello che incontra. La naturale tendenza delle imprese al monopolio è speculare alla tendenza del potere a farsi dispotico. Se non incontra la legge, vince la sua legge, che di solito è quella della giungla. Se pensate di aprirvi un’ attività commerciale, non escludete di averne una parallela virtuale.

Nel fantastico mondo che promette la felicità per tutti, ma in realtà è sempre e solo per loro, la Silicon Valley, accade che Apple assembla i suoi smartphone. Lo fa in Cina e il suo principale fornitore, Foxconn, usa giovani stagisti con turni massacranti per soddisfare le richieste di iPhone X. Il Financial Times scopre il misfatto, ovvero che tremila studenti della Urban Rail Transit School vengono impiegati per assemblare iPhone X e tutti cascano dal Pero.

Nel frattempo, nel mondo del lusso si viaggia a mille: Aston Martin, casa automobilistica britannica, riporta una crescita dei ricavi dell’84 per cento rispetto all’anno scorso, grazie anche all’ultimo modello, la Vantage che ha un costo di 150.000 euro.

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