Nei Nap Bar la regola è accomodarsi, bere un caffè e poi staccare la spina con il mondo esterno per almeno un’ora

I primi Nap Bar sono nati in Giappone, ma oramai diversi sono i locali in tutta Europa

A Maria Estrella Jorro de Inza, 32 anni, l’idea deve essere venuta schiacciando un pisolino, forse, oltre che osservando l’ambiente circostante in un quartiere di Madrid in cui la giovane ha aperto un bar. La start upper, infatti, di fronte a manager e impiegati stravolti  ha pensato di creare un luogo (Siesta&Go) con diciannove letti, dove si può fare una pennichella per quattordici euro l’ora. Ma non solo, si possono trovare anche comode poltrone per dedicarsi alla lettura, connessione a Internet, tavoli per studiare. Insomma, nell’epoca della condivisione, si spartisce anche il sonno in virtù del benessere psicofisico. I ritmi delle grandi capitali richiedono un break all’interno dei pub della tranquillità i quali promettono di corroborare le menti degli stacanovisti aziendali. Bando, dunque, ai social e alle chiamate di lavoro in pausa pranzo. La parola d’ordine è riposare!

La catena spagnola Siesta&Go è stata inaugurata a luglio a Madrid

Il paese che ha fatto del pisolino un simbolo iconico – ad Ador, vicino Valencia, il sindaco ha obbligato tutti i cittadini a rispettare la siesta dalle 14 alle 17- si aggiunge alla tradizione dei Nap Bar ormai diffusa nel mondo. Ce ne sono a New York, Parigi, Londra, Bruxelles e Tokio. Nel menù, è possibile scegliere tra camera singola, un lettino in una struttura a castello oppure una stanza per leggere.

Per i neuro psicologi i benefici del riposino sono risaputi: si stimola la creatività, si riduce lo stress, il cervello stacca e si rigenera mantenendo i soggetti più longevi e giovani. La memoria sarebbe potenziata di 5 volte e secondo gli americani della Sleep Foundation, migliorerebbe la creatività degli individui del 40%. La durata ideale sarebbe tra i trenta e i quarantacinque minuti e l’orario più consono tra le 13 e le 15, anche se, a causa degli impegni di lavoro, sono molti gli italiani che posticipano tale momento di relax fra le 17 e le 19. Il trend è giustificabile, se si pensa che l’Italia è la nazione ad andare a letto più tardi.

La pennichella andrebbe fatta tra le 13 e le 15

In Italia non esistono ancora i nap bar. L’ipotesi imprenditoriale è circondata da incertezze, perché non è chiaro se l’esercizio dell’attività sia inquadrato come alberghiero o extralberghiero. E sebbene lo stivale fatichi ad abbracciare il concetto d’innovazione (vedi caso home restaurant), quello che si può fare è rivolgersi al Suap del Comune di appartenenza e alla propria Regione per eventuale permesso.

Veronica Otranto Godano